Come compilare una scheda personaggio in un gioco di ruolo

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Nei giochi di ruolo ognuno dei partecipanti interpreta un personaggio, con l'esclusione di un giocatore detto arbitro o master che gestisce le azioni e i cosiddetti PNG, i personaggi non giocanti. L'esito delle azioni di ognuno dei personaggi è stabilito con mezzi statistici, ad esempio lanciando dei dadi o impiegando delle carte e confrontando i risultati con i valori riportati sulla scheda, detti caratteristiche. A seconda del regolamento del gioco ci sono vari sistemi per determinare le caratteristiche dei personaggi. Vediamo come compilare una scheda personaggio in un gioco di ruolo.

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Occorrente

  • dadi, scheda del personaggio fotocopiata, regolamento, arbitro, matita e gomma, carta per appunti
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Come si determinano le caratteristiche e le carriere

Il metodo più diffuso consiste nel tirare le caratteristiche, così si dice in gergo, è con i dadi. Ognuno dei singoli parametri che determinano il personaggio viene quindi ricavato tramite il lancio di dadi. In alcuni sistemi invece viene definito un pool, cioè un punteggio complessivo da cui poi vengono sottratte le varie caratteristiche. Il pool viene generato lanciando o tutti i dadi che servono e fornendo un totale, oppure gruppi di dadi che determinano il valore di una caratteristica generica e che deve poi essere scelta in base a quelle disponibili. Con questo sistema casuale si possono ottenere personaggi molto forti ma anche molto deboli, di conseguenza è possibile ritirare alcune caratteristiche in base al sistema di regole che si segue o ridistribuire una parte dei punteggi per ottenere personaggi equilibrati. In alcuni sistemi più datati invece vengono stabilite caratteristiche che predeterminano il personaggio e loro punteggi possono essere distribuiti all'interno di specifiche derivate, per esempio un personaggio con la caratteristica fittizia “robustezza” a 10 punti e tre derivate come “resistenza” “tolleranza” e “potenza” potrà distribuire i punti tra queste tre caratteristiche creando per esempio un personaggio capace di resistere alle ferite, sollevare grandi pesi ma che si stanca facilmente. Una volta definiti i parametri del personaggio, sempre in base al sistema di regole si passa alla determinazione di altre caratteristiche come la razza, la classe oppure la carriera a seconda del regolamento che si segue. Razze e classi carriere di un certo tipo sono precluse personaggi che non possiedono i punteggi necessari. In alcuni sistemi invece l'accesso è libero, perché si punta particolarmente sull'evoluzione del personaggio in base ai suoi percorsi e alle sue azioni. In questa maniera un personaggio piuttosto debole all'inizio ma che si sappia destreggiare agilmente e sia in grado di far fruttare le caratteristiche riuscirà col tempo a diventare molto potente. Alcuni sistemi invece prevedono di scegliere preliminarmente classe, razza e carriera e fanno seguire percorsi specifici per la creazione. Una volta determinate le caratteristiche fisiche e mentali del personaggio si passa alla costruzione del suo aspetto, sempre con sistemi casuali, oppure a libera scelta del giocatore e a determinarne la storia e gli equipaggiamenti, che in alcuni sistemi vengono acquistati con crediti generati in base alla carriera, all’età e al tipo di personaggio.

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Come si caratterizza un personaggio

Una volta definiti i parametri fisici del personaggio, si passa a lavorare sulla sua caratterizzazione. In base ai valori delle sue caratteristiche e della sua carriera, si deve cominciare a dargli un minimo di spessore. Chi è il nostro personaggio? Perché ha intrapreso questa carriera? La storia del personaggio non è determinante, ma può essere molto utile dotarlo di un passato, da un lato per fornire spunti per avventure all’arbitro, dall’altro per gestire le sue scelte. Un personaggio venuto dal nulla e senza nessun trascorso, a lungo andare diventa poco coinvolgente, non ha una motivazione. L'interazione con gli altri personaggi e di conseguenza con i giocatori, cambia molto in peggio se hanno a che fare con il signor nessuno che fa il suo lavoro e basta. A quel punto si fa prima a creare un Personaggio Non Giocante da usare come carne da cannone o pollo da spennare, che in termini di gioco si traduce nell’assoldare qualcuno per fare il lavoro, ma questo di solito va contro gli interessi del gioco stesso. Un personaggio deve possedere un carattere ben sviluppato, e se possibile articolato, e si dovrebbe il più possibile interpretarlo. Serve quindi un minimo di preparazione, una volta tirate le caratteristiche numeriche, prima di mettere il personaggio sulla strada. È buona norma scrivere la storia, anche se non è necessario scrivere un romanzo, e fornire anche delle informazioni che gli altri personaggi e giocatori devono sapere. Se il party deve restare coeso, gli altri personaggi devono avere una motivazione sensata per continuare il loro rapporto. La “missione” da sola può non bastare, soprattutto sul lungo periodo. Si dovrebbero evitare i personaggi suicidi, ricordando che non è divertente per gli altri giocatori dover subire costantemente gli effetti delle azioni di un pazzo sconsiderato che fa a pezzi la trama uccidendo tutti, così come se possibile si dovrebbe creare un peso morto che non fa nulla e non partecipa. Più che stabilire i dettagli della vita, si devono scegliere alcuni punti salienti, come luogo di nascita, tipo di famiglia, esperienze, lutti, magari qualche lontano nemico che può sempre fare comodo. Si devono anche stabilire anche il canovaccio di alcune sottotrame, cioè gli intenti segreti del personaggio e gli eventuali doppio giochi che questo fa nei confronti dei suoi compagni. Caratterizzare in questo modo un personaggio ce lo fa sentire più nostro, rispetto ad una sequenza secca di parametri numerici. Altri elementi utili, soprattutto nelle fasi iniziali di gioco sono le frasi ricorrenti che il personaggio dice, le sue espressioni e i sui vizi. Non è divertente usare un personaggio usa e getta che riduce tutta l’azione a lavoro e non coinvolge gli altri nella sua vita.

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Come si sfruttano i difetti di un personaggio

La creazione di un personaggio però deve essere anche un evento creativo. Quando si vanno a distribuire le caratteristiche ci si trova di fronte ad una scelta che può essere assolutamente determinante. Le vie sono due: la prima è quella del best fit cioè la creazione di un personaggio che sia il più adattato possibile al suo ruolo e che punti tutto sul gruppo di caratteristiche più determinanti, lasciando in secondo piano le altre. Restando sull'esempio semplice del guerriero, in questo caso costruiremo un personaggio che sia molto forte, molto agile e resistente, ma ad esempio poco intelligente. In questo modo ogni azione bellica sarà risolta solo grazie alla sua forza e le vie risolutive non passeranno mai attraverso la strategia, perché dalla scheda risulta che il nostro guerriero è soltanto una montagna di muscoli. A lungo andare però le mancanze di questo tipo di personaggi pesano tantissimo soprattutto sulla dinamica delle scene e in alcuni casi gli altri giocatori finiscono per essere relegati a ruolo di spalle piuttosto inutili, che se ne stanno in un angolo in attesa del loro turno. Questo tipo di personaggi si chiama Power Player e non è molto apprezzato anche in gruppi formati sola personaggi molto polarizzati. L'altra via invece è quello di sfruttare i punti di debolezza del personaggio per farlo evolvere. Un guerriero che sia non molto agile e non molto forte ma intelligente potrebbe per esempio diventare un abile stratega ed aiutare nella gestione degli scontri gli altri personaggi, non soltanto con l'uso della forza bruta. In questo caso si generano personaggi più realistici è più interessanti che saranno propensi ad un comportamento più equilibrato per riuscire andare avanti e a sopravvivere. Dobbiamo ricordare in ogni caso che grazie al meccanismo dei punti esperienza, cioè di quei punteggi che vengono forniti dall'arbitro in base alle azioni e al comportamento dei vari personaggi è possibile a partire da un personaggio che presenti date caratteristiche ottenerne nel tempo un altro magari molto più interessante. Un personaggio che si sia evoluto è divertente e nel tempo si è costruito una storia ed una posizione diventando indispensabile per il resto del party. Un gruppo che sia formato da personaggi non indispensabili e cruciali infatti tende ad agire in maniera molto più coesa e a seguire meglio le possibilità offerte dalla trama. Puntare infatti all'accumulo di caratteristiche specifiche e allora massimizzazione così come poi in seguito alla ricerca di tutti gli accessori del caso oltre ad essere piuttosto noioso tende di impedire la creazione di una storia più complessa. Si finisce per avere un protagonista e tanti comprimari e molto spesso ai giocatori questa cosa non piace, perché si vedono esclusi dal gioco. Fin troppo spesso in questo caso partono sabotaggi e tensioni che rendono noiosa l'avventura. Il giocatore neofita deve avere ben presenti queste situazioni perché è molto facile farsi prendere la mano e si finisce per ritrovarsi da soli.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Prima di creare un personaggio, documentatevi sull'ambientazione e sul mood.

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