10 tattiche per vincere a scacchi

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Difficoltà: media
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Introduzione

Nato probabilmente in India nel VI secolo, il gioco degli scacchi ebbe nel mondo arabo e nel continente europeo un successo indescrivibile, tanto che per la sua diffusione in ogni ambiente fu considerato un vizio da cui rifuggire. Ai nostri tempi, al contrario, gli scacchi affascinano giocatori da tutto il mondo, che hanno dato vita ad importanti tornei e che hanno come obiettivo quello di vincere l'avversario attraverso astuzie e strategie sempre nuove. Indicheremo di seguito dieci tra le tattiche più efficaci per vincere a questo gioco millenario.

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I limiti e le debolezze

Essenziale in questo gioco è l'analisi dell'avversario: ogni strategia dovrà essere diversificata ed adattata in base alle debolezze di chi si sta affrontando. Innanzitutto, bisogna essere in grado di prevedere le mosse dell'avversario, per entrare in sintonia con il suo modo di agire; in secondo luogo, ogni singola mossa dovrà essere immaginata in tutte le possibili conseguenze, anche successive al prossimo turno dell'avversario. Fondamentale è infine tenere sempre al sicuro il Re, considerando che esso costituisce l'obiettivo sensibile del gioco.

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Il matto dello stolto

Considerati gli elementi sopra citati, se state affrontando un giocatore inesperto, la trappola del "matto dello stolto" si rivelerà il metodo più rapido per vincere la partita. Se l'avversario muove due Pedoni, l'uno in F3, l'altro in G4, potrete spostare la Regina dalla posizione iniziale ad H4, provocando lo scacco matto. Per accelerare la vittoria, è opportuno scegliere i pezzi neri.

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Il vantaggio qualitativo

Se la mossa del "matto dello stolto" non va a buon fine, la partita è destinata a svilupparsi per più mosse, per cui bisogna mantenere l'attenzione alta e cercare di ottenere un vantaggio qualitativo. I Pedoni devono essere sacrificati per ottenere bersagli più pericolosi; se conoscete l'avversario, saprete allora con quale coppia riesce a dare il meglio di sé. Può capitare, per esempio, che una coppia di Alfieri abbia un ampio raggio d'azione su diverse trasversali: per questo è importante ridurre lo spazio di movimento a disposizione, di modo che le tattiche dell'avversario siano più contenute e facilmente prevedibili. Se possibile, cercate di eliminare o isolare il suo punto di forza, costringendolo all'impotenza o alla difesa ostinata dei propri pezzi. A lungo andare, questa tattica di pressione porta quasi sempre ad una distrazione più o meno grave.

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I movimenti consigliati

A molti giocatori inesperti capita di muovere prima tutti i Pedoni, per poi dedicarsi allo spostamento di altri pezzi, primi tra tutti i Cavalli. In realtà questo approccio favorisce l'avversario, perché gli permette di avanzare controllando la scacchiera per almeno tre quarti (e soprattutto attraverso pezzi con una maggiore mobilità). Di conseguenza, è opportuno individuare l'area in cui colpire e muovere in tale direzione i pezzi che ritenete possano servirvi. Chiaramente, l'avversario si accorgerà di questo "concentramento" e tenterà di aggirarlo per mettervi in difficoltà con il vostro Re. Siate quindi cauti e se necessario spostate il Re in direzione dello scontro, pur tenendolo ad una debita distanza di sicurezza.

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Il fattore tempo

Ogni mossa spesa per difendersi è una mossa sostanzialmente persa, nel senso che occupandovi della difesa non potrete portare avanti la strategia che avete in mente. Va da sé, quindi, che l'obiettivo è di riuscire a mettere in una situazione di crisi l'avversario, il quale, sentendosi alle strette, potrebbe perdere la lucidità necessaria e commettere un errore. Prendete l'iniziativa e non aspettate di vedere dove l'avversario tenterà di aggredire: mentre aspettate potreste in realtà già essere finiti in una sequenza di non ritorno che vi porterà allo scacco matto.

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Il centro della scacchiera

Soprattutto nelle tattiche del passato, chi otteneva il controllo del centro della scacchiera aveva maggiori probabilità di realizzare i propri obiettivi. Oggi questo concetto è un po' più differenziato, ma rimane il fatto che spostando i Pedoni verso il centro, i pezzi con più mobilità saranno maggiormente utilizzabili. Al contempo, è preferibile non "sprecare" mosse per muovere di nuovo un pezzo appena spostato: da un lato rischia di rendere evidente un'eventuale mossa offensiva, dall'altro è preferibile mettere in gioco più pezzi, in modo da rendere più caute le scelte dell'avversario.

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L'arrocco

Si tratta della mossa con cui il Re salta oltre la Torre, nella speranza di potersi difendere meglio. Spostati l'Alfiere e il Cavallo a destra, oppure anche la Regina a sinistra, il Re andrà posizionato su G1 e la Torre su F1. Questa mossa è un utile ripiego quando l'avversario vi coglie impreparati, ma al contempo vi costringe a rivalutare il posizionamento dei vostri pezzi in funzione della difesa del Re.

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Il mantenimento del vantaggio

Se riuscirete ad ottenere il centro della scacchiera o una parte di essa utile ai vostri schemi, potrete dedicarvi all'attacco: siate veloci, poiché da allora l'avversario si posizionerà sulla difensiva. Tuttavia veloci non significa frettolosi: chiuso in un angolo, l'avversario potrà solo puntare su un vostro errore, portandovi per esempio a perdere una Regina o gli Alfieri. Tentate invece di bloccare i pezzi avversari più pericolosi; cercate di creare un vero e proprio assedio, ma fate attenzione a non provocare uno stallo (con conseguente patta).

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L'attacco doppio

Quando avrete disposto bene i pezzi, esponete al pericolo un Pedone e osservate la reazione dell'avversario; al contempo, prevedete gli eventuali movimenti e fate in modo che alla mossa successiva all'uccisione del Pedone segua la presa di un pezzo avversario più importante (adescamento). Utilizzate invece i Cavalli per attacchi doppi, in cui oltre ad attaccare un pezzo costringerete l'avversario a difendersi dal vostro prossimo attaccato (magari perché avete messo in scacco il Re): questa tattica vi permetterà di guadagnare vantaggio e di far perdere tempo all'avversario.

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L'importanza delle diagonali

Potete "inchiodare" un pezzo avversario quando quest'ultimo è costretto a rimanere nella sua posizione per non perdere un pezzo più grande sulla sua traiettoria. In altri casi, cercate di bloccare un'azione avversaria che danneggerebbe un pezzo importante con la tattica dell'interposizione: sfruttate per questo soprattutto i Pedoni, facendo in modo che Alfieri e Regina non abbiano lunghe diagonali per potervi colpire.

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